Colluado bombole

La bombola subaquea è il contenitore ad alta pressione preposto al trasporto sott’acqua della riserva di GAS respirabile necessario per la respirazione durante un’immersione. Nella maggior parte dei casi questo GAS è aria, ma ormai sempre più spesso si utilizzano gas puri, miscele binarie o ternarie che più generalmente vengono classificate solo come GAS.

Nella storia dei recipienti in pressione c’è stata una notevole evoluzione e ciò è dovuto alla miglior qualità dei processi di estrusione del metallo in fase di costruzione ed alla miglior qualità dei metalli stessi che hanno visto ridurre gli spessori dei contenitori ed aumentare le pressioni di esercizio. In particolare le pressioni sono passate da circa 100 bar nominali degli anni ’40 ai 150 bar degli anni ’70, ai 200 bar degli anni ’80 e dal 2006 siamo passati ad una normativa europea che normalizza le pressioni per recipienti utilizzati per autorespiratori in 230 per la subacquea ricreativa e tecnica ed i 300 bar per quella professionale.

È formata da una bottiglia cilindrica in acciaio o alluminio con una strozzatura detta collo e da una rubinetteria, fissata al collo, per la regolazione del flusso dell’aria. Il fondo può essere arrotondato, ed in questo caso necessita di un fondello in plastica per rimanere in piedi durante l’assemblaggio del gruppo ARA (Autorespirazione ad aria : il “sistema” bombola, erogatore e relativo manometro di misurazione), oppure piatto (quest’ultimo in genere solo sulle bombole di alluminio).

Le dimensioni più comuni sono quelle da 0.85, 3, 5, 7, 10, 12, 15, 18 e 20 litri ma in alcuni casi due o più bombole possono essere assemblate in uno o più circuiti d’aria in modo da ottenere capacità superiori.

Moltiplicando la capienza della bombola per la pressione di ricarica si ottiene la capacità complessiva: Capienza * PressioneCarica = Capacita. Una bombola da 15 litri, che viene solitamente caricata a 200 atmosfere, avrà quindi una capacità totale di 3.000 litri.

A causa dei materiali utilizzati e, soprattutto, delle pressioni a cui sono sottoposte, le bombole vanno collaudate presso appositi centri autorizzati a scadenza che varia a seconda dello stato in cui verranno utilizzate. Durante il collaudo viene controllata la corrosione interna ed esterna e la resistenza ad una pressione più alta di quella normale (chiamata pressione di collaudo che varia tra i 300 e i 430 bar).

In Italia questi controlli devono essere effettuati dopo 4 anni dalla data di costruzione e in seguito ogni due anni. Il controllo viene effettuato riempiendo la bombola di acqua lasciando spazio solo per circa 1 litro d’aria che viene messo in pressione con una pompa a mano dopo che la bombola viene immersa in una vasca d’acqua. Alla max pressione di collaudo la bombola rimane pressurizzata per circa 1 min per poi venir timbrata con la data di collaudo e se presente un ing dell’ASPESL anche con un timbro a “stellina”.

Nel caso di bombole vecchie, con presenza di rubinetterie non più a norma (con attacco a vite tipo gas 3/4) e presenza di ruggine all’interno anche se buone ancora utilizzabili, vengono scartate e tagliate cioè rese inutilizzabili dall’addetto al collaudo.